Il Bonus colonnine domestiche è tornato: lo Stato rimborsa l’80% della spesa per acquisto e installazione di un punto di ricarica privato. E se sul tetto ci sono già i pannelli, la wallbox giusta permette di ricaricare con l’energia autoprodotta.

Ecco cosa sapere per non perdere il contributo.

Cos’è e da dove arriva

La misura è stata rinnovata dal DPCM del 10 giugno 2026 (il cosiddetto DPCM Automotive) e resa operativa con il decreto direttoriale MIMIT del 4 agosto 2026. Il bonus copre il periodo 2026–2030; per l’annualità 2026 sono disponibili 15 milioni di euro. La gestione è affidata a Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Quanto vale

ChiContributoTetto massimo
Persone fisiche80% della spesa1.500 € (raggiunto con 1.875 € di spesa)
Condomìni (parti comuni)80% della spesa8.000 €

Sono ammesse le spese di acquisto e posa della wallbox, compresi i lavori sull’impianto elettrico collegati all’installazione. Imprese e liberi professionisti sono esclusi.

Le date da segnare

  • Installazione: completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.
  • Domanda: dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027.
  • Attenzione: le domande sono istruite in ordine di arrivo e lo sportello può chiudere prima se i fondi finiscono. Chi installa a novembre e aspetta gennaio per fare domanda rischia di trovare la cassa vuota.

Come si fa domanda

La richiesta si invia solo online, sulla piattaforma Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Conviene preparare prima:

  1. fattura elettronica in formato XML (il PDF non è sufficiente);
  2. prova dei pagamenti (estratti conto);
  3. dichiarazione di conformità dell’impianto rilasciata dall’installatore;
  4. IBAN del richiedente su cui ricevere il rimborso.

Il requisito che fa saltare più domande: il modello di wallbox

Non basta acquistare una wallbox nuova. Il dispositivo deve essere di potenza standard, rispettare i requisiti minimi della delibera ARERA 541/2020 (art. 4) e comparire nell’elenco ufficiale del GSE in vigore al momento della domanda.

Il GSE pubblica due liste: dispositivi con gestione dinamica del carico (GDC) e senza (NO GDC). Basta essere in una delle due, ma conta il modello preciso nella versione precisa. Che un produttore sia in elenco non significa che lo siano tutti i suoi prodotti.

Il consiglio: prima dell’ordine, verifica sull’elenco GSE la sigla esatta del modello. È un controllo di due minuti che evita un rigetto.

Wallbox e fotovoltaico: perché conviene abbinarli

Il bonus abbassa il costo d’acquisto; il fotovoltaico abbassa il costo di ogni ricarica. Una wallbox che dialoga con l’impianto può dare priorità all’energia prodotta dai pannelli, invece di prelevarla dalla rete, e modulare la potenza per non far scattare il contatore quando in casa sono accesi altri carichi.

Cabur serie EVO: in elenco GSE e pronta per il fotovoltaico

Le wallbox Cabur della serie EVO sono presenti nell’elenco GSE e sono pensate proprio per l’uso domestico con impianto fotovoltaico:

  • gestione dinamica del carico, per sfruttare la potenza disponibile senza distacchi;
  • tre modalità di ricarica — ECO, ECO PLUS e FAST — per scegliere tra massimo autoconsumo solare e massima velocità;
  • controllo da app, RFID e protocollo OCPP;
  • predisposizione al dialogo con contatori e gestori di rete tramite CIR, in vista delle evoluzioni della rete;
  • installazione a parete o su colonnina.

Sei un installatore?

Il bonus è un ottimo argomento per chiudere preventivi già aperti, soprattutto con i clienti che hanno appena installato il fotovoltaico. Contattaci: ti aiutiamo a scegliere il modello e la versione Cabur EVO corretti, verificati sull’elenco GSE, e a organizzare le forniture in tempo per l’installazione entro il 31 dicembre.